ANALISI DELLE RELAZIONI

Ogni accostamento spaziale, temporale, contestuale o concettuale di due o piu` elementi crea una relazione.


Relazione di denominazione
LEV.1 Relazione esistente tra un elemento che rappresenta un nome proprio od un soprannome e l'altro elemento da esso evocato. Ne sono esempi la parola tavolo ed il tavolo come oggetto o la parola verita` e la verita` come concetto. Lo stesso si puo` dire della relazione tra una persona ed il suo nome proprio.
LEV.2 Relazione tra due elmenti aventi lo stesso nome. X e y sono persone omonime od entita` aventi lo stesso nome (stella - astro, stella - persona famosa); x e` un nome proprio di persona evocante qualcos'altro (Rosa, Giacinto, Domenica, ecc.) .

Relazione di specificazione
X specifica, chiarisce, determina il significato generico di y. Vi possono essere vari tipi di specificazione: 1) possessiva, se indica il possessore; 2) attributiva, se ha valore di attributo; 3) esplicativa, se precisa, delimita un termine che esprime un concetto generico. 1) Relazione tra un oggetto ed il suo possessore; 2) l'orario festivo, cioe` relazione tra la tabella degli orari in questione e il suo specifico attributo 3) relazione tra la classe dei felini ed i singoli animali appartenenti a tale gruppo.

Relazione di evocazione
X evoca y e ne entra cosi` in relazione. E` questo l'esempio di un'opera d'arte e delle sensazioni o concetti che evoca in noi.

Relazione d'argomento
LEV.1 Relazione tra l'argomento y di cui parla o verte x. Relazione che c'e` tra un`opera e le sue tematiche. X scrive un trattato su y.
LEV.2 Relazione tra piu` elementi trattanti le stesse tematiche. I discorsi (separati) di x e y vertono sull'arte; x e y conversano di z. X e y possono anche essere libri, titoli, trattati, ecc..

Relazione di termine
LEV.1 Un elemento rappresenta il destinatario di cio` che viene agito dall'altro elemento. X da` qualcosa ad y; x parla ad y; x corrode y.
LEV.2 Anche in questo caso la relazione puo` essere ulteriormente scomposta analizzando il legame esistente tra l'elemento che agisce e l'agito o l'agito e l'elemento che subisce l'agire. Questo perche` l'azione in se` e un elemento in se stessa (Z) creando quindi una propia relazione con gli altri termini x ed y la cui natura cambiera` al cambiare di z. Se z e` uno schiaffo x sara` percepito come violento, mentre y sara` forse visto come vittima.

Relazione d'agente
LEV.1 Un elemento e` posto in relazione all'altro da un'azione espressa passivamente. X e` stato creato da y; x e` liberato da y; x e` distrutto da y.
LEV.2 Di nuovo relazione di x ed y con l'azione compiuta.
Questa e` la forma passiva della relazione di termine che ho ritenuto necessario distinguere in quanto implica un processo dinamico differente.

Relazione di comunicazione
X e` la sorgente di un contenuto informativo che viene assimilato o riconosciuto da y. Questa e` ad esempio la relazione tra "media" e pubblico.
Ho preferito distinguere questa relazione da quella di termine perche` il ruolo di x non e` qui necessariamente attivo ed il suo contenuto puo` addirittura essere assimilato in modo inconscio. I media infatti possono influenzare una persona subliminalmente (cartelloni pubblicitari) od indirettamente (trend culturali). Nella relazione di termine l'elemento attivo agisce sempre direttamente su quello passivo.

Relazione di subordinazione
LEV.1 Uno dei termini della relazione indica l'elemento a vantaggio o a svantaggio del quale l'altro elemento compie una qualche azione. X lavora creando una situazione vantaggiosa per y (tipo sgomberargli la strada); x si sacrifica per y; x si batte in favore di y, tipo: i soldati si battono in favore del loro re.
LEV.2 Relazione esistente tra x ed y con l'azione perpetrata. E` interessante notare che rispetto la relazione di termine, sebbene la relazione tra x e z resti praticamente invariata, quella tra z ed y e` profondamente diversa a causa del legame indiretto di y con z. Y infatti puo` essere percepito come avente un legame molto debole con z, specialmente se y rappresenta un concetto astratto. X campagna a favore dei prigionieri politici, pero` non e` detto che essi ne sentano o subiscano gli effetti. .
La differenza tra la relazione di termine e quella di subordinazione, e` che in quest'ultima l'elemento attivo non agisce in modo diretto su quello passivo.

Relazione di causa
LEV.1 Un elemento e` la ragione, il motivo, la causa diretta di un fatto accaduto all'altro; i due elementi sono in relazione di causa / effetto tra loro.
Questo puo` essere dovuto a leggi fisiche, alla ripetizione di relazioni (es. spaziali, temporali, ecc.) per cui al manifestarsi di un evento ne consegue sempre un altro. Cio` deve avvenire almeno piu` di una volta, qualora la relazione causale non dipenda da leggi fisiche o da fenomeni universalmente riconosciuti come essere in connessione tra loro. Se al trillo di un campanello un fiore cade in scena, si ha una relazione temporale. Se cio` accade di nuovo la mente associativa dello spettatore comincia a connettere le due cose ma potrebbe ancora intendere il fenomeno come una coincidenza. Alla terza volta quasi certamente il trillo sara` identificato come la causa della caduta del fiore ed il pubblico aspettera` di veder cadere un fiore ogni volta che la sente. Vi sono fenomeni per cui la relazione causale e` implicita: se dopo un insulto segue uno schiaffo, il pubblico li assocera` spontaneamente in quanto fenomeno comportamentale universalmente riconosciuto. Caduta verso il basso / gravita`, il fuoco brucia
LEV.2 Nella relazione si aggiunge un terzo elemento che indica lo stato in cui il primo viene a trovarsi a causa del secondo, in un certo senso la conseguenza della causa. Soggetto-causa / effetto / oggetto.
X e` felice a causa di y; x e` costretto a stare fermo a causa di y.
LEV.3 Relazione tra un elemento che agisce e l'elemento sul quale esso produce un certo effetto. Soggetto-causa indiretta / azione-causa diretta / effetto / oggetto: l'assistenza di x e` di grande utilita` per y; le parole di x lasciano in gran abbattimento y.
LEV.4 Relazione tra un elemento che agisce e gli effetti che esso produce. Soggetto / azione / effetto: il complotto di x gli torna a suo danno (torna a suo s/favore, gli e` di conforto, utilita`).
LEV.5 Includo qui le relazioni indipendenti di soggetto, causa effetto, oggetto tra ciascuno di essi (tranne quella di causa / effetto gia` classificata in LEV.1).

Relazione di fine
L'elemento indica lo scopo o l'ufficio a cui l'altro e` destinato. X si batte per y (cioe` per ottenerlo, per raggiungerlo come meta); x si prepara per y; x ha una finalita` y (tipo: una macchina da guerra); x agisce per una finalita` y.
Non confondere con la relazione di causa, essa indica la causa di un'azione e, poiche` ogni causa precede nel tempo il suo effetto, l'elemento agente esiste a priori dell'azione. X e` premiato per la vittoria: la vittoria (causa) e` antecedente il fatto della premiazione(effetto).
Quella di fine indica la meta a cui tende l'azione di un elemento e, poiche` ogni fine e` posteriore all'azione per conseguirlo, rappresenta qualcosa di futuro rispetto all'agire. X si batte per la vittoria (fine), la vittoria avviene dopo il battersi.
Da non confondere nemmeno con la relazione di subordinazione: sebbene i termini degli esempi siano simili le due sono estremamente differenti. Infatti ne: i soldati si battono per il re, il re e` un elemento che esiste indipendentemente dai soldati e dal loro combattere, non e` quindi un effetto. Sembra ovvio ma e` meglio specificare.

Relazione di mezzo
Indica che un elemento e` lo strumento mediante il quale si realizza l'azione compiuta dall'altro.
LEV.1 Relazione tra un elemento ed il mezzo da lui usato genericamente, senza rifersi ad un destinatario: X uccide con y (Medusa uccideva tramite lo sguardo); x si nutre con y; x avanza tramite y .
LEV.2 Relazione tra un elemento che si avvale di un mezzo, ed un altro che lo subisce in qualche modo : x uccide z con y; x minaccia z per mezzo di y.
LEV.3 Relazione di x, y, z con l'azione compiuta.

Relazione di qualita`
LEV.1 Relazione esistente tra un elemento e le sue qualita` fisiche o morali, o le sue proprieta`. Il primo elemento di riferimento puo` essere qualsiasi cosa all'infuori di un'azione. Un abito(x) a righe(qualita` y); una bimba dai capelli rossi; una mela acerba.
LEV.2 Relazione di due o piu` elementi aventi le stesse qualita`. La mia compagna di casa ed una persona stupida.
I sottogruppi di tale relazione sono innumerevoli, ne citero` solo alcuni esempi piu` rilevanti:
-- Relazione di valore
LEV.1 Indica la relazione tra un elemento x ed il valore (materiale o morale) che da` di un elemento y. Questa stima pone in relazione x con y. X tiene in gran considerazione y; y e` valutato da x; ecc..
LEV.2 Relazione tra due elemento aventi lo stesso prezzo. X vale/costa tanto quanto y.
LEV.3 Relazione tra un elemento ed il suo valore. X vale molto.
-- Relazione di estensione
Il concetto di estensione esprime una quantita` determinata o indeterminata, le dimensioni spaziali di un corpo: larghezza, lunghezza, profondita`, altezza, estensione piana, volume.
--Relazione di materia
LEV.1 Relazione tra un elemento e la sostanza del quale e` composto. Una statua di marmo, bronzo, gesso. Senso figurato: salute di ferro, cuore di pietra, mani di velluto.
LEV.2 Relazione tra due elementi composti della stessa materia.

Relazione di quantita`
LEV.1 Relazione di un elemento con le sue caratteristiche quantitative. Tantissimi soldi (magari!)
LEV.2 Relazione tra un elemento e cio` di cui abbonda o e` privo. Davide non ha una lira.
LEV.3 Relazione tra piu` elementi aventi stesse caratteristiche quantitative. X ed y hanno tantissimi soldi; 20 mani e 20 piedi.

Relazione di modo
LEV.1 Solitamente la relazione esistente tra l'azione in se` e la maniera in cui essa si compie. Il primo elemento di riferimento e` sempre un'azione mentre il secondo, ad esso connesso, e` sempre una sua caratteristica esprimibile in forma avverbiale: danzare velocemente; accogliere con affabilita`; ascoltare in silenzio. L'esistenza di un elemento x che compie l'azione e` implicita.
LEV.2 Relazione tra diverse azioni compiute in una stessa maniera. X parla e cammina velocemente.
LEV.3 Relazione tra due diversi elementi che compiono azioni separate e distinte ma aventi una stessa modalita` di esecuzione. X parla velocemente; y cammina velocemente.
Sebbene la relazione di qualita` e quella di modo siano in un certo senso simili, ho preferito distinguerle a causa della loro diversa natura fenomenica.
Relazione di modo e` sempre riferita ad un' azione od ad un processo dinamico, relazione di qualita` e` sempre riferita ad un' entita` statica intesa come concetto od oggetto.

Relazione distributiva
Relazione espressa dalla specificazione del rapporto di proporzione tra x e y. X e` la meta` di y; x prende il 20% da y; un x ogni tre y; ecc..

Relazione di paragone
LEV.1 Relazione tra elementi intesi come termini di un paragone. X e` piu` furbo di y. Gli elementi possono anche essere piu` di due. X, y, z: x e` il piu` alto dei tre.
LEV.2 Relazione di un elemento con la quantita` di cui e` superiore o inferiore ad un altro. X e` molto piu` basso (o alto) di y; x e` piu` giovane di y. X e y possono anche essere uguali.

Relazione di limitazione
Un elemento x circoscrive il significato delle qualita` di y. X e` bravo nel fare y, ma non in altre attivita`; x supera gli altri in y, ma non per altri aspetti. Y diventera` una caratteristica contraddistintiva di x e questi due elementi saranno posti in relazione.

Relazione di ruolo
LEV.1 Relazione tra un elemento ed un suo particolare ruolo sociale, teatrale, morale, ecc.. Esempi di ruoli: meccanico, ballerino, attore, regina, scemo del paese, marziano, borghese, ecc..
LEV.2 Relazione tra due elementi aventi stessi ruoli.

Relazione di colpa
Elementi in relazione per essere accusati o assolti da una stessa colpa o delitto. Legame tra persone indagate/scagionate dalla legge per/da accuse di corruzione, omicidio, crimini di guerra. X ed y sono sospetti in un caso di omicidio; x ed y sono innocenti.

Relazione di pena
Elementi in relazione per esser condannati o assolti da una stessa pena. Nella Divina Commedia tra i dannati di uno stesso girone; X ed y sono due carcerati, la condanna e` cio` che li accomuna sebbene possano essere colpevoli di delitti diversi.

Relazione di compagnia
LEV.1 Relazione tra un elemento insieme al quale un altro compie o subisce un'azione, oppure si trova. X cammina in compagnia di y; x insieme ad y crea un certo effetto.
LEV.2 Relazione di x ed y con l'azione compiuta.

Relazione di rapporto / di reciprocita`
LEV.1 Indica una relazione dovuta ad un qualche rapporto di carattere emotivo o di qualsiasi altro tipo. X ha una pessima relazione con y; x ha un patto con y; fra x ed y c'e` un rapporto di amicizia; ma anche: x ed y parlano tra loro; tra x ed y c'e` incomprensione; tra x, y e z viene lanciata una sfida.
La relazione di rapporto indica, come detto, relazione di amicizia o inimicizia, accordo od opposizione, di solidarieta`, ecc.; esso pone una certa distinzione tra ogni singolo elemento.
La relazione di reciprocita` pone invece l'accento su uno scambio continuo di interazioni tra due o piu` elementi posti tutti sullo stesso piano.
La sfumatura e` molto leggera ma compara: x non ha pace con y // tra x e y non c'e` pace. Nel primo caso, il fatto di non avere pace potrebbe riguardare solo x, mentre, nel secondo, e` inequivocabile che la situazione concerne tutti e due.
LEV.2 Relazione individuale di x ed y con la natura del loro rapporto. X ed y si amano: x ed y sono in rapporto a causa del loro amore ma entrambi lo sono anche col concetto di amore.
Non confondere con il rapporto di compagnia. Esso esprime semplice compresenza.

Relazione di esclusione
LEV.1Relazione sussitente tra un elemento ed un altro dalle cui circostanze od azioni esso rimane esculso. Concettualmente rappresenta l'opposto della relazione di compagnia. Tutti vanno tranne y; x viaggia senza y.
LEV.2 Relazione sussistente tra un elemento e le circostanze o l'azione dal quale esso rimane escluso.

Relazione di aggiunzione
Indica la relazione tra elemento e l'azione o la situazione a cui esso si aggiunge. X tiene con se`, oltre ad y, anche z; x deve subire, oltre il danno, anche la beffa. La relazione di aggiunzione sta ad indicare l'aggiunta di un elemento ad una relazione pre-esistente la quale e` in un certo senso il LEV.2.

Relazione di sostituzione
LEV.1Relazione tra un elemento ed un altro che esso va a sostituire. X e` punito al posto di y; x invece di y, prende z; x cambia y per z.
LEV.2 Relazione di x ed y con la situazione a cui essi si sostituiscono.
Concettualmente questa relazione e` molto vicina a quella di esclusione ed in certo qual modo la comprende, in quanto la sostituzione d'alcunche` presuppone sempre che sia avvenuta l'esclusione di qualcos'altro. Ad esempio se l'allenatore di una squadra di calcio decide di sostituire un giocatore x con un giocatore y, prima esclude dal gioco x e poi lo sostituisce con y.
All'opposto di entrambe queste relazioni vi e` la relazione di compagnia.

Relazione di concessione
Essa comporta l'aspetto associativo della relazione di compagnia con quello eccettuativo della relazione di esclusione [Vedi in seguito: relazione complessa]. Cio` significa il realizzarsi di una certa condizione in unione (compagnia) con circostanze che dovrebbero normalmente escludere il realizzarsi di quella condizione o la relazione tra un elemento che si verifica nonostante la presenza di un altro che dovrebbe escluderlo. Non e` pero` intesa come relazione straordinaria in quanto questa rientra pur sempre nell'ambito del possibile. X e` felice nonostante la sua malattia(y).

Relazione spaziale
LEV.1 Relazione di un elemento con lo spazio.
Gli elementi coinvolti sono qui solo due, in quanto lo spazio e` un elemento a tutti gli effetti.
LEV.2 Relazione tra due o piu` elementi aventi uno stesso rapporto con lo spazio.
Il rapporto, seppur diverso per ogni elemento (es. moto da luogo, stato in luogo), e` comunque riferito ad uno stesso spazio definito ed identificabile.
Gli elementi coinvolti, comprendendo lo spazio, sono tre o piu`.
Tutte le relazioni di spazio che seguono possono essere di LEV.1 o LEV.2 .
-- Relazione di stato in luogo
Indica la compresenza spaziale di due elementi nello stesso luogo o, come detto ma non lo ripetero`, puo` anche essere la relazione tra un elemento e il luogo medesimo in cui esso si trova.
-- Relazione di moto a luogo
Relazione tra un elemento ed un altro verso cui esso si sposta.
-- Relazione di moto da luogo
Relazione tra un elemento ed un altro da cui esso si allontana.
-- Relazione di moto per luogo
Relazione tra un elemento ed un altro attraverso il quale esso si muove. Il movimento qui inteso e` comunque solo uno spostamento lineare. X entra, attraversa lo spazio scenico, esce.
-- Relazione di moto in luogo circoscritto
Il movimento qui inteso avviene all'interno di un luogo delimitato. Questa e` la relazione tipica tra un performer e lo spazio scenico in cui egli si muove.

Relazione di origine o provenienza
Un elemento e` l'origine di un altro. X e` nato da y; x discende da y. Distinta dalla relazione di moto da luogo: un conto e` da dove un elemento trae le proprie origini, un altro e` da dove esso inizia un moto, uno spostamento. X arriva da y (x ha compiuto un viaggio); x arriva da y (x e` nato in y, y e` il suo l'uogo d'origine).

Relazione di separazione o allontanamento
Un elemento si separa, si allontana, si differenzia da un altro. X si separa da y; x e` cacciato da un luogo y; x fa una distinzione tra A e B.
Qui l'accento non e` posto sul moto , ma sull'estensione del legame spaziale tra i due elementi.

Relazione di distanza
Relazione tra due elementi connessi idealmente tra loro dal fatto di specificare la distanza (D) che li separa. X dista D da y. La distanza puo` essere espressa tramite tempo: x dista due ore di viaggio da y.

Relazione temporale
LEV.1 Relazione tra un elemento e le sue caratteristiche temporali, ovvero con l'elemento tempo.
LEV.2 Relazione tra elementi aventi comuni caratteristiche temporali o che si trovano in rapporto ad uno stesso parametro temporale.

Relazione di tempo determinato
LEV.1 Relazione tra un dato elemento ed un lasso di tempo fisso e determinato in cui esso sussiste od agisce. In T, x compie un'azione (passata, presente, futura) ; in T, x si trova in una certa condizione; in T, x subisce un evento.
LEV.2 Relazione tra due elementi legati tra loro dal fatto di esistere contemporaneamente in uno stesso determinato tempo (eta`, stagione, giorno, minuto, ecc.). X e y esistono simultaneamente in T; x e y agiscono in t; ecc..
Bisogna tener presente che non e` il fatto che T sia determinato a costituire una relazione di tempo determinato, ma il fatto che gli elementi sono collegati ad esso per il trovarsi al suo interno, anche se cio` non avviene per tutta l'estensione di T: x va in chiesa la domenica, ma non significa che vi passi tutto il giorno.

Relazione di tempo circoscritto
Costituita da un tempo ben preciso o da precisi punti di riferimento. X agisce entro T, non dopo il suo scadere; X e y agiscono prima dello scadere di T.
I seguenti ne sono sotto gruppi:
-- Relazione di periodo
Relazione tra un elemento ed il periodo di tempo che intercorre tra il suo compiere una data azione o serie di azioni. X si lava ogni ora.
In LEV.2 x ed y possono compiere un'azione ogni T insieme oppure in momenti diversi, quello che importa e` che le azioni, sia di x che di y, siano separate da uno stesso intervallo di tempo.
-- Relazione di frequenza
Specifica quante volte x agisce in un dato tempo T. X ed y agiscono lo stesso numero di volte in un dato T.
-- Relazione di lasso temporale
LEV.1a X e` in relazione ad una lunghezza di tempo T che lo separa da y. T mettera` cosi` in relazione x con y oltre ad essere separatamente in relazione con entrambi. L'accento e` posto sul primo elemento, cioe` l'inizio di T. T non e` riferito al presente, sia x che y fanno parte del futuro o del passato. X ha agito o agira` un'ora prima di y.
LEV.1b L'accento e` posto sul secondo elemento, cioe` la fine di T. Anche qui T e` riferito al passato od al futuro ma non al presente. Y ha agito o agira` un'ora dopo x.
LEV.2 X e` in relazione ad un certo tempo T del passato o del fututro. X ha agito un'ora fa; X agira` tra un'ora.
.
Relazione di tempo continuato
Costituita da un tempo elastico, estendibile, i cui confini non sono delimitati necessariamente a priori ed indipendenti dall'esistenza del o degli elementi. L'accento e` posto su un gap temporale che sussiste fintanto che un elemento esiste o fintanto due elementi sono in relazione tra loro. Possiamo sapere a priori quanto durera` questo T (eta`, stagione, giorno, minuto, ecc.), ma la relazione del o degli elementi deve durare per tutta la sua estensione. X appare per un'ora; x dura per un T; durante T x ed y agiscono o esistono.
LEV.1 X e` in relazione ad una durata di tempo T che continua partendo dal passato per arrivare al presente o che parte dal presente andando avanti nel futuro. X dorme da molto; x dormira` per molto.
LEV.2 Due elementi sono posti in relazione da una medesima durata di tempo in cui si trovano a svolgere un'azione o ad assumere uno stato. X non mangia ed y non parla da una settima.


Qualita` delle relazioni


Relazioni volontarie
Con relazione volontaria si intende ogni relazione che in un'opera appaia per una precisa e cosciente scelta dell'artista. Questa scelta puo` nascere da diverse forme di processi mentali, cio` che importa e` la coscienza dell'autore dell'esistenza di una connessione tra gli elementi in relazione e di quale sia la natura di tale connessione.
-- Concettuali: sono queste le relazioni volontarie nate da processi mentali logici ed intellettuali. L'artista sceglie i caratteri delle relazioni attraverso una riflessione basata su proprie opinioni, su una filosofia o credo. Le relazioni avranno quindi significati esprimibili coerentemente a parole.
--Intuitive: nate da processi mentali per lo piu` a carattere inconscio o sub-conscio. Cio` che viene comunemente chiamato ispirazione. L'artista sente un impulso a porre elementi in relazione e, seppur cosciente di questa relazione, non sa spiegare pragmaticamente le ragioni delle sue scelte, esse sono infatti basate sul gusto, su frammenti di pensieri, su ricordi, su sensazioni. Parte emotiva della creazione.

Relazioni involontarie
Relazioni di cui l'artista non e` responsabile in alcun modo, in quanto dovute a ragioni esterne o indipendenti dalla sua volonta`. Puo` anche accadere che l'artista, intendendo introdurre un elemento per metterlo volontariamente in relazione con qualcos'altro, non si accorga che questo nuovo elemento entra in relazione anche con altri elementi presenti nella sua opera.

Relazioni simboliche
L'esempio piu` lampante di queste relazioni credo stia nella lettura dei tarocchi. Ogni carta, la quale racchiude di per se` un propio simbolismo, viene a formare una vasta rete di relazioni simboliche con le altre. Le relazioni simboliche sono particolarmente interpretabili e soggettive.
-- Involontarie: quando due elementi si trovano in relazione a causa della loro natura simbolica intrinseca o a causa del particolare contesto in cui sono posti ed a prescindere dalla volonta` dell'artista.
-- Volontarie: due elementi sono in relazione a causa della loro natura simbolica intrinseca, a causa del particolare contesto in cui sono posti o per un intenzionale tentativo da parte dell'artista di metterli in relazione per assuggerli a simbolo di qualcosa. In tutti questi casi l'artista e` cosciente di queste relazioni e le inserisce nella sua opera intenzionalmente.
-- Concettuali-simboliche: relazioni il cui carattere simbolico nasce da accostamenti mentali riflessivi, in un certo senso l'artista ne costruisce i significati simbolici attraverso il pensiero.
-- Intuitivo-simboliche: relazioni la cui origine simbolica attinge dall'inconscio o dal sub-conscio.
-- Simbolico-culturali: relazioni la cui natura simbolica trae origine e giustificazione dal fatto di rientrare in una serie di convenzioni sociali.
-- Simbolico-universali: relazioni la cui simbolica e` presente nella sua essenza, in forma piu` o meno immutata, in diverse regioni geografiche od epoche storiche.

Relazione astratta
Questo tipo di relazioni sono piu` che altro di natura illogica e, seppure possano nascere da processi concettuali e logici, non fanno sorgere in noi nessuna connessione a carattere narrativo, almeno che esse non avvengano in un determinato contesto che possa dargli un senso. Ad esempio se su di uno schermo bianco vedessimo proiettare in successione una linea oblicua, una mela e poi null'altro, questi due soli elementi, pur essendo in relazione spazio temporale, non sarebbero sufficienti a fornire alla nostra immaginazione alcun appiglio per aspettarsi o creare una storia. Certo, almeno di non avere una fervida fantasia delirante.

Relazione narrativa
Relazioni che venendo alla luce tendono a creare un contesto narrativo. Ricorriamo al classico esempio dello schiaffo: se nel buio sentissimo un grido di donna seguito dal rumore di uno schiaffo questo accostamento sarebbe sufficiente di per se` a far partire il nostro cervelletto che, in un modo o nell'altro, vi ricamerebbe sopra una storia sorta come tentativo di spiegare cosa e` successo nel buio. Probabilmente la nostra scarsa immaginazione ci spingerebbe a credere che qualcuno ha toccato il sedere della donna.
Le relazioni narrative ed astratte possono essere sia volontarie che involontarie.

Relazioni semplici
Create da un accostamento di elementi appartenente ad una sola delle classi analizzate in precedenza.

Relazioni complesse
Costituite da un insieme di relazioni semplici.

NOTA: questi due concetti implicano l'analisi delle relazioni nella loro totalita`. Fra due elementi possono sussistere contemporaneamente piu` relazioni o gli elementi relazionati fra di loro in un certo contesto possano essere piu` di due, creando in questo modo una rete di relazioni variabili. In ogni spettacolo vi sono tutta una serie di elementi che formano una complessa struttura.
Ad esempio se su uno schermo bianco venissero proiettati: una foto della luna ed una cornetta del telefono (vedi figura), gli elementi luna-telefono saranno in relazione semplice-straordinaria di spazio e di tempo; questa relazione creera` quindi un certo effetto poetico contraddistinto da una propia potenzialita` espressiva. Guardate attentamente l'immagine, cercate di evocare delle sensazioni e riflessioni. Ora aggiungete mentalmente alla foto la scritta "Telecom Italia". Presumibilmente l'effetto poetico creato in precedenza svanira` lasciando il posto ad uno nuovo. Anche la relazione tra luna-telefono cambiera` acquisendo un significato propagandistico; eppure, per qualcuno, una certa parte della vecchia "poesia" restera` ancora visibile e presente. Le relazioni saranno ora complesse in quanto bilanciate dal gioco di questi tre elementi e soggette ad una piu` vasta gamma di interpretazioni personali. Alle relazioni di spazio e di tempo tra i tre elementi, si aggiunga la relazione simbolico culturale creata da "Telecom Italia".
Il termine "complesso" non ha comunque nulla a che vedere con la complessita` o la quantita` di pensieri ed emozioni che suscitano in noi, questo dipende dalla potenzialita` espressiva delle relazioni e non dalla loro complessita`. La complessita` riguarda soltanto la loro struttura associativa.
Altro esempio: un viso di donna, una mela, la parola Eden. L'associazione piu` probabile sara` quella biblica e la donna sara` probabilmente identificata con Eva (soprattutto in una dittatura catto-culturale quale l'Italia). Immaginiamo ora che la parola Eden non sia mai apparsa sullo schermo, la natura delle possibili relazioni tra la donna e la mela sara` in questo caso diversa (eccetto che in Italia). Non sarebbe pero` lo stesso per l'accostamento: un coltello, una macchia rossa, la parola sangue. In questo caso pur escludendo quest'ultima la relazione tra il coltello e la macchia rossa non subirebbe nessuna variazione, verrebbe comunque da pensare al sangue.
Cio` significa che la natura delle relazioni e` decisamente elastica, se le si guarda all'interno di un contesto che puo` mutare mutandole a sua volta continuamente.
Questi sono dei semplici esempi ma danno un'idea di cosa puo` accadere quando vi sono parecchie decine di elementi presenti in uno stesso contesto. Le relazione complesse possono essere intese come relazioni di relazioni.

Relazioni dirette
Nel caso del coltello e della macchia rossa, questi due elementi erano in relazione diretta tra loro in quanto non hanno bisogno di un terzo elemento per essere in connessione; che si pensi al sangue o no, i due elementi susciteranno nella mente dello spettatore associazioni che scaturiscono direttamente dalla loro natura simbolica, utilitaristica, ecc.. Altro esempio: foto di pianeti, un telescopio, la parola orbita. Questi tre elementi, pur essendo di natura diversa (corpi celesti, un oggetto, una parola), sono in relazione diretta tra loro in quanto non necessitano di intermediari per essere in connessione.

Relazioni indirette
Se al coltello ed alla macchia rossa venisse aggiunta sullo schermo la parola pomodoro, i primi due elementi pur senza perdere le loro caratteristiche intrinseche, sarebbero associati dallo spettatore in modo diverso e questa associazione e` dovuta all'introduzione di un terzo elemento. Non e` detto che si debba necessariamente vedere ora la macchia rossa come succo di pomodoro, la macchia puo` anche continuare ad essere vista come sangue, ma, fintanto che la loro associazione sara`: qualcuno tagliando un pomodoro si e` ferito un dito e ne e` uscito del sangue, o qualsiasi cosa si voglia, la relazione tra macchia e coltello sara` indiretta in quanto pilotata da un intermediario. La presenza di relazioni indirette non abolisce comunque la possibilita` di effettuare nelle mente associazioni dirette. Pur essendo presenti sullo stesso schermo, e` ancora possibile vedere coltello e macchia rossa collegati, ed intendere invece la mela come elemento a parte in pura relazione di spazio e di tempo (presente sullo stesso schermo allo stesso momento) con gli altri due.

Relazioni temporanee
Con questo si intendeno relazioni che sussistono solo per un certo periodo di tempo. La loro transitorieta` puo` dipendere da diversi fattori: uno dei due elementi posti in relazione sparisce, viene eliminato oppure per la soppressione di un terzo elemento che risultava fondamentale per porne in relazioni altri, i quali perdono in questo modo le loro connessioni.

Relazioni permanenti
Relazioni che perdurano nel tempo. Questo puo` dipendere dalla natura degli elementi posti in relazione tra loro, per cui essi sono indissolubilmente legati uno all'altro, oppure perche` essi continuano incessantemente ad essere posti in relazione tra loro da terzi.

-- NOTA SUL TEMPO: sia chiaro che cio` chiamato tempo si riferisce solo alla durata in cui esiste un'opera artistica. Quello che in questo studio io intendo per "esistenza" di un'opera artistica ha come presupposto fondamentale il fatto che essa venga percepita da un pubblico. Un'opera che esista al di la` di questa percezione non puo` essere presa in considerazione in questo studio, il quale non cerca in nessun modo di carpire l'essenza dell'arte in se`.
Forme d'arte diverse avranno tempi diversi: le performing arts esistono nel momento dell'esecuzione effettiva o della visione di una registrazione, non e` lo stesso per un quadro che puo` esistere immutato per secoli ma la cui esistenza e` rilevante allo studio delle relazioni solo nel momento della sua percezione.

Relazioni assolute
Prevalentemente relazioni a carattere fenomenico la cui natura non dipende da personali interpretazioni. Il fatto che due eventi avvengano nello stesso momento o nello stesso spazio li pone, ad esempio, invariabilmente in relazione di tempo o di spazio.

Relazioni relative
Prevalentemente relazioni a carattere contestuale o concettuale. Relazioni che per venire riconosciute come tali richiedo l'esistenza di un potenziale associativo pre-esistente nel percepiente.
-- NOTA: e` ovvio che questo si puo` dir vero per qualsiasi tipo di relazione, infatti e` altamente improbabile che un'ameba possa riconoscere anche solo una di esse. Nello specifico di questa dissertazione sono stati presi come riferimento i normali canoni della percezione sensoriale umana.

Intensita` di relazione
La potenzialita` espressiva applicata alle relazioni a seconda della forza e l'immediatezza del loro legame.
Ad esempio: piu` due elementi sono vicino nello spazio, piu` la loro relazione spaziale e` forte; allo stesso modo piu` il gap di tempo in cui due elementi si susseguono e` lungo, piu` il loro legame si affievolisce. Nel caso del trillo seguito da una piuma che cade: e` ovvio che se la piuma dovesse cadere parecchi minuti dopo il trillo, il pubblico farebbe fatica ad associarli, anche se il fenomeno si ripetesse piu` volte.
Questo dipende ovviamente da molti fattori; l'evidenza di una relazione puo` essere dovuta anche a quanto essa duri.
Esempio (luna-telefono): se la scritta "Telecom italia" dovesse apparire solo per pochi secondi in una proiezione complessiva della durata di un'ora, pur apportando una momentanea variazione di effetto poetico con ogni probabilita`, con il passare del tempo, il pubblico tornera` alle proprie associazioni originali, facendo rivivere il vecchio effetto poetico che riprendera` il sopravvento.
L'intensita` di una relazione implica un concetto soggettivo, comunque, anche se di natura soggettiva, essa resta pur sempre un dato di fatto; e` la sua qualita` di evidenza che varia ed e` questo che mi interessa, non la ragione della sua giustificazione filosofica. Con questo intendo che la relativita` o l'assolutezza sono riferite in relazione allo spettatore e non all'artista.

A questo punto si sara` creata un po' di confusione. Se tutto dipende da come il pubblico intende cio` che vede come sara` possibile definire le relazioni ? Possibile. Le singole identita` cosituenti il pubblico avranno anche percezioni diverse ma noi possiamo analizzare il campo in cui esse hanno probabilita` di spaziare. Una volta definite le relazioni sara` possibile definire e prevedere con maggior precisione questo campo.


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